Il 25 giugno scorso il salone del Grand Hotel dei Castelli ha ospitato un evento particolare, strettamente collegato alla storia, all'arte e alla musica del "Siglo de Oro" di Genova.
Su invito del Soroptimist Club Tigullio e dello Zonta International Portofino Tigullio, infatti, si e svolta una conferenza-spettacolo dedicata all' "Età di Rubens e Van Dyck". Protagoniste, le ragazze del gruppo di danza rinascimentale "Le Gratie d'Amore" dei Sestieri di Lavagna diretto da Marco Raffa che indossavano i costumi realizzati per il gruppo dalla stilista lavagnese Fernanda Venturini ispirati ai ritratti di Brigida Spinola Doria, Caterina Balbi Durazzo e Paolina Adomo Brignole Sale.
Dopo i saluti di Marie-Claude Paipaglione (Zonta) e Gabriella Sangermani (Soroptumst), la ricercatrice e storica Barbara Bernabò ha squarciato per prima il velo del tempo: i ritratti degli aristocratici della Geneva del Seicento sono cosi diventati volti familiari, inquadrati in un fitto reticolo di parentele, di vicende pubbliche e private, di committenze artistiche e contatti politico-economici con i potenti del tempo: dalla Corte Spagnola al Papato, dalle Fiandre al nuovo mondo.
La ricchezza di Genova tra XVII e XVIII secolo e i rapporti strettissimi con la Spagna fecero della Superba uno dei punti di riferimento dell' Europa del tempo anche per artisti come Rubens e Van Dyck. Di quella straordinaria età dell'oro ci sono rimasti i grandi ritratti delle dame con i loro sontuosi abiti adorni di gioielli e decorazioni e le elaborate acconciature.
Fernanda Venturini e Marco Raffa si sono riallacciati all'affresco storico di Barbara Bernabò per. spiegare dal punto di vista della lavorazione sartoriale di altissimo livello e della ricerca su materiali, tessuti e decorazioni di oltre quattro secolifa come si è riusciti a realizzare la ricostruzione fedele degli abiti ritratti dai grandi fiamminghi.
Preziosi, a questo riguardo gli studi condotti da Marzia Cataldi Gallo, soprintendente ai Beni Artistici e Storici della Liguria ed esperta di storia del tessuto e del costume.
Dopo le parole, e le immagini in videoproiezione, si è passati ai .fatti: applauditissime, hanno fatto il loro ingresso Brigida, Caterina e Paolina. Tre "Gratie d'Amore" (al secolo Francesca De Zanchi, Marialetizia Caffese e Cinzia Spaggiari) accompagnate da un capitano di Palazzo (Massimiliano Melioli), tre dame della Genova aristocratica del diciassettesimo secolo "uscite" dai quadri conservati a Palazzo Rosso, Palazzo Reale e nel caso di Brigida alla National Gallery di Washington, in quei giorni "in trasferta" a Palazzo Ducale per la mostra "L'Eta di Rubens" di cui era l'icona.
E proprio nel Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale, nel quadro degli eventi collaterali della mostra-simbolo di Genova 2004, abiti e ricostruzioni erano stati presentati per la prima volta. Velluti e sete di Prato e Zoagli, i ricami raffinati di Elena Traverse, i gioielli appositamente ricostruiti da Luca Daum sui rilievi dei quadri eseguiti dall'artista chiavarese Franco Casoni, i pizzi e le gorgiere (gli altissimi colletti di seta inamidata delle dame) creati con le antiche tecniche: ogni dettaglio degli abiti può essere confrontato con gli "originali" creando un effetto di grande suggestione.
La stessa emozione provata il 29 maggio in via Garibaldi a Genova per l'inaugurazione dei Musei di Strada Nuova: quando i visitatori di Palazzo Rosso, Palazzo Doria Tursi e Palazzo Bianco videro sfilare, davanti ai ritratti delle dame, i personaggi in carne, ossa e velluti.... Persino le acconciature delle dame, elaborate da Micol Fortunati dello studio MiDa di Lavagna, erano un'attenta ricostruzione di quelle presenti nei dettagliatissimi ritratti seicenteschi.
La serata ai Castelli, però, non era ancora completa. Perche le dame ed i cavalieri delle "Grade d'Amore", come in ogni festa di palazzo che si rispetti, hanno aperto le danze.
Danze d'epoca, s'intende, con le musiche (ricostruite ed eseguite da Gian Enrico Cortese) degli autori del XVII secolo attivi a Genova: Simone Molinaro, Gasparo Fiorino e Francesco Rasi, musicista di corte dei Gonzaga ospite a Genova al tempo di Rubens. Danze come "il Conte Orlando", il "Baile de Mantua", lo Spagnoletto o la Barriera erano la "colonna sonora" delle serate nei palazzi di Genova nel Siglo de Oro.
E così il pubblico dei Castelli ha potuto viaggiare nel tempo, tuffandosi nell'atmosfera sfarzosa e ricercata delle case degli aristocratici genovesi di quattro secoli fa.