da "Il secolo XIX" del 27/06/2007 articolo di Giacomo Ferrera
«MIA MADRE mi raccomandava sempre di volare al livello del marciapiede. Lo s'immagini un po', volo giusto in cantina»: è questa la filosofia di Edoardo Spreafico, l’imprenditore milanese titolare del Grand Hotel dei Castelli, il fantastico albergo appollaiato sulla penisola di Sestri Levante a dominare la baia delle Favole e il Tigullio da una parte, la baia del Silenzio e punta Manara dall’altra. Spreafico, ieri, nonostante il profilo mantenuto sempre basso facendo dell'umiltà l’arma vincente, è finito sotto i riflettori della British Broadcasting Corporation - la mitica BBC - che ha voluto sapere tutto di lui e della passione che nutre nei confronti delle altrettanto mitiche Ferrari, la macchina dei sogni che riuscì a offuscare le vetture dei Sir Henry Royce e Charles Rolls.
Domenica a Maranello sono stati festeggiati i 60 anni della casa fondata da Enzo Ferrari sulle ceneri della scuderia da corse Lancia. Nacque la Sefac Ferrari, dove Sefac stava per Scuderia Emiliana Fabbrica Automobili da Corsa. A Edoardo Spreafico avrebbero fatti i ponti d'oro pur di vederlo al volante del suo impagabile coupè due posti 275 Gtb costruto negli anni Sessanta in due soli esemplari proprio dal grande patron del Cavallino Rampante, 'il marchio doc che venne concesso a Ferrari dalla vedova di Francesco Baracca. Nel '47 aveva acquistato un.125 coupe, prima vettura venduta in Italia:, «Domenica a Maranello hanno parlato solo di tempi modeni -commenta Spreafico - Ma il bello del mito Ferrari non si chiama Schumacher, il bello della Ferrari affonda le radici nel passato, nelle corse ma anche negli impareggiabili modelli che uscivano dalla penna di Sergio Pininfarina».
Al tedesco sette volte campione del mondo Edoardo Spreafico ha venduto una delle sue splendide imbarcazioni Falcon, costruite a Viareggio. Ma mai gli avrebbe ceduto il coupe, a lui intestato da quasi mezzo secolo, e nemmeno l'esemplare di Daytona che custodisce in garage a Milano.
La passione per il rosso gli corre nel sangue come solo puo accadere a chi ha visto nascere, crescere e diventare immortale il mito che Enzo Ferrari coltivò nella minuscola officina di Maranello.
Anche lui all'insegna dell'umilta.

da "Corriere Mercantile" del 27/06/2007 articolo di Matteo Rissetto
SESTRI LEVANTE - Un'automobile da sogno in una "location" da sogno.
E' la Ferrari 275 G.T.B. del 1960 di Edoardo Spreafico, proprietario dell'Hotel dei Castelli, scelto come sfondo per la presentazione della vettura ieri pomeriggio, in una giornata interamente dedicata al fascino intramontabile della Scuderia del Cavallino Rampante.
C'erano anche la BBC e la Motors TVM ieri pomeriggio, a omaggiare con servizi che sa ranno trasmessi in tutto il mondo (facendo un'ottima pubblicità diretta e indotta a Sestri Levante).
La Ferrari di Spreafico, e un magnifico esemplare ed un portento della tecnica. Ha fatto parte della storica scuderia Spreafico. Mica di una qualunque, tanto e vero che il signor Edoardo, di cui tra poco narreremo una minima parte delle "gesta", le piu comprensibilmente popolari, ha comprato nel lontano 1947 la prima Ferrari italiana. Un Dopoguerra in cui, brutto periodo davvero per chi lo ha vissuto, solo pochi potevano permettersi un "gioiello" del genere. Uno di questi era ed e l'ottantaseieinne Edoardo Spreafico, che insieme a Rudy Ciuffardi permette alla citta dei due mari di vivere le atmosfere magiche e raffinate del Grand Hotel dei Castelli. Traduzione: vip, bella gente e... belle macchine, come questa.
Aggiungiamo pure donne e motori. Visto che Edoardo puo vantare, tra le splendide fanciulle che hanno accompagnato la sua esistenza da "viveur" ed amante del lusso, può annoverare Brigitte Bardot e Sylva Koscina.
Immobiliarista, proprietario dei cantieri Falcon, con trascorsi a Nizza e Montecarlo. Rudy racconta: «La BBC, direttamente da Londra, insieme alla Motors TV, nella persona di Eric Communier, ci hanno contattato, dopo essere venuti a conoscenza del grande amore di Edoardo per le Ferrari».
Edoardo, ottantasei primavere portate benissimo, sa dove sono le sue "creature": «La prima Ferrari, quella del 1947, l'ho venduta alla signora Piazza di Trieste. Un'industriale che si occupava della verniciatura delle navi della Marina Militare Italiana». Poi indica la 275 G.T.B. sul piazzale dei Castelli, protagonista delta kermesse sestrese: «Questa adesso appartiene al mio amico Joel, francese con residenza a Montecarlo». Beato lui. Una bella rimpatriata, quella di ieri ai Castelli, per una delle macchine più belle del Mondo.
Che ha lasciato un pezzo del suo cuore meccanico si, ma fino ad un certo punto, nella città delle favole

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