Tanti auguri e tanti applausi dall'affollata platea del Grand Hotel dei Castelli, dove Bruno Lauzi ha festeggiato i suoi sessantasei anni con un bellissimo recital dedicato anche a Dustin Hoffman, nato, come lui, l'8 agosto 1937. Piu che un concerto, un viaggio dentro quasi mezzo secolo di belle canzoni, con tanti passaggi e soste significative negli anni segnati dai grandi successi di Paolo Conte (Bartali, Onda su onda e "l'obbligatoria" Genova per noi), di Lucio Battisti e Mogol (Io lavoro e penso a te), Ivano Fossati (Questi posti davanti al mare), Gino Paoli (Sassi), Lucio Dalla (Lugano) "bissati" da Lauzi in tanti dischi. E poi le sue cose migliori: Ritornerai, Amore caro, Amore bello e tante altre.
Bruno Lauzi ha cantato per due ore filate e tra battute, (molte hanno preso di mira anche la sua mano destra "farfallina" colpita dal "Parkinson"), aneddoti e ricordi, ha chiamato sul palco gli amici musicisti che erano venuti a festeggiarlo: uno straorinario Nando De Luca, alle tastiere, con il quale ha duettato in "As time goes by", memorabile colonna sonora del film "Casablanca", uno spaesato, ma bravissimo Sergio Alemanno con le sue ballate sulle antiche osterie genovesi e quel grande istrione di Luciano Noel Winderling che è riuscito a strappare gli applausi con "W la rosa", un antica ballata francese che ha riproposto dal vivo dopo tanti anni accompagnandosi con la chitarra.
Sono questi gli aspetti del concerto di Bruno Lauzi ai Castelli (nelle foto con Morena e davanti alia grande torta di compleanno) che hanno incuriosito e stimolato gli organizzatori ad andare avanti.
Con altri concerti, ma anche dando uno sguardo meno frettoloso a quella lunga estate che dagli anni '60 a oggi si è snodata su questa fetta di Riviera di Levante.

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