Guglielmo Marconi negli anni 30' soggiornò a Sestri Levante, e a bordo del suo panfilo "Elettra" fece importanti esperimenti, tra cui il più ecclatante, fu di accendere da Sestri Levante per via etere le luci di Sydney.
Il Conte Gualino, amico di Guglielmo Marconi, fece riedificare su una vecchia torre di avvistamento per i Saraceni la splendida Torre Marconi, per i suoi esperimenti via etere.
Ecco la storia:
E' un caldo giorno di luglio del 1933. Il bellissimo panfilo, dal candido scafo e dal lungo bompresso, dondola pacifico nel piccolo specchio di mare di fronte al grande albergo di Santa Margherita Ligure, anch'esso bianco di marmi e di tende issate sulle terrazze assolate.
II nome del grande yacht spicca a lettere d'oro sulla poppa arcuata, da dove pende il tricolore afflosciato nella calura estiva: "Elettra".
Qualche gozzo di pescatori, con un tendalino di cotone bianco, porta a fare un bagno i villeggianti attirati, oltre che dalla cristallina purezza delle acque del mar Ligure, anche dalla fama che il proprietario di quel piccolo vascello ha ormai assunto a livello mondiale: si tratta di un grande scienziato e inventore. II suo nome è Guglielmo Marconi, e a lui si deve 1'invenzione e la realizzazione di quella scatola "magica" che è la radio. Uno strumento che ha salvato, all'inizio del secolo e all'esordio come nuovo mezzo di comunicazione fra navi passeggeri, centinaia di vite in uno dei piu grandi disastri della storia della marina mercantile mondiale: 1'affondamento del 'Titanic", avvenuto il 15 aprile 1912. Da allora il nome della "Marconi Marine" è diventato sinonimo di salvezza dalle innumerevoli insidie che la natura pone a chi si avventura, sia su un piccolo cabinato che su un grande transatlantico, negli oceani sconfinati.
Negli anni d'oro del turismo d'elite, quelli che vanno dal 1930 allo scoppio della guerra, una società inconsapevolmente protesa verso la fornace del secondo conflitto mondiale, ma dotata di uno stile e di un savoir vivre mai piu eguagliati, celebrava "gli ultimi fuochi", per dirla con Francis Scott Fitzgerald, frequentando le grandi, e allora esclusive, località balneari come Montecarlo, Biarritz, Capri, Portofino, Venezia, molto spesso con la servitù al seguito e innumerevoli bagagli.
Un'epoca splendida e melanconica allo stesso tempo, che l'orrore della guerra avrebbe spazzato via per sempre.
Di questa società Marconi faceva parte come grande scienziato, premio Nobel per la Fisica senatore del Regno e Accademico d'ltalia, ma sembra che la mondanità non lo interessasse molto: la sua passione - oltre alla ricerca scientifica - era il mare, ma non usava l'Elettra" come yacht da diporto, bensì come laboratorio viaggiante: dalla sua tolda, infatti, metteva spesso in atto esperimenti scientifici audacissimi. Come l'accensione delle luci del Municipio di Sydney, in Australia, comandata a mezzo radiotelegrafia, dal porticciolo Duca degli Abruzzi dello Yacht Club Italiano in Genova il 26 marzo del 1930.
Fu Marconi in persona che, alle 11 in punto di quel giorno di inizio primavera, premette cinque volte un "misterioso" tasto - come narrano le cronache dell'epoca - chiudendo il circuito elettrico a 37 mila chilometri di distanza e provocando lo stupore e la meraviglia del mondo intero... E tale stupore fu riassunto dal laconico commento del signor Fisk, presidente e segretario della Societa Elettrica Australiana, non appena le luci del Municipio si accesero simultaneamente: "Lights!", luce!
Nel dopoguerra questa bellissima imbarcazione fu disgraziatamente demolita dopo che, ormeggiata a Trieste, era stata danneggiata in un bombardamento, e di lei non rimase che un relitto. Abbandonato.
Nulla si fece per cercare di recuperare un tale preziosissimo testimone del genio italiano.
Quando ognuno di noi mette mano al telefonino, oppure accende il navigatore satellitare in auto, o spedisce per posta elettronica documenti dall'altra parte del mondo, si ricordi che tali prodigi della tecnica moderna hanno tutti origine da quel battello ormeggiato in una rada assolata della riviera ligure un lontano, caldissimo, giorno d'estate di oltre 75 anni fa.

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